OGGI

Arcade Fire incontra HTML5

arcade fire, Google Chrome, html5, Blogging, Online Marketing No Comments »
Negli ultimi mesi ci siamo chiesti più volte: come sarebbe un’esperienza musicale progettata appositamente per il web moderno?
I browser e le tecnologie web hanno fatto progressi così rapidi negli ultimi anni che offrire agli utenti un’esperienza personalizzata in tempo reale è diventata una possibilità concreta.

E oggi, infatti, lanciamo, non senza un po’ di eccitazione, un’esperienza musicale realizzata appositamente per il browser. Chiamato “The Wilderness Downtown”, il progetto è stato creato dall’autore/regista Chris Milk con la band Arcade Fire e Google. Realizzare questo progetto sul web e per il browser ci ha permesso di costruire un’esperienza che non solo è personalizzabile, ma risulta anche profondamente personale per ciascun utente. “The Wilderness Downtown” riporta indietro con la memoria attraverso le strade in cui si è cresciuti. Il progetto si basa sulla nuova canzone degli Arcade Fire “We Used to Wait”, inclusa nel loro nuovo album The Suburbs (una canzone che forse risulterà familiare ai 3.7 milioni di utenti che recentemente hanno seguito il concerto della band in live-streaming su YouTube).E’ stato realizzato con le più recenti tecnologie web e include HTML5, Google Maps e StreetView, uno strumento di disegno integrato e più finestre browser che si muovono sullo schermo.
“The Wilderness Downtown” è inspirato dai recenti sviluppi nei moderni browser ed è stato costruito pensando a Google Chrome. Per questo, l’esperienza viene goduta al meglio attraverso Chrome o da un browser di ultima generazione compatibile con HTML5. Il progetto, e maggiori informazioni, sono accessibili dal nostro sito Chrome Experiments all’indirizzo www.chromeexperiments.com/arcadefire.

Speriamo vi piaccia.

Scritto da: Aaron Koblin, Google Creative Lab

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Arcade Fire incontra HTML5

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Negli ultimi mesi ci siamo chiesti più volte: come sarebbe un’esperienza musicale progettata appositamente per il web moderno?
I browser e le tecnologie web hanno fatto progressi così rapidi negli ultimi anni che offrire agli utenti un’esperienza personalizzata in tempo reale è diventata una possibilità concreta.

E oggi, infatti, lanciamo, non senza un po’ di eccitazione, un’esperienza musicale realizzata appositamente per il browser. Chiamato “The Wilderness Downtown”, il progetto è stato creato dall’autore/regista Chris Milk con la band Arcade Fire e Google. Realizzare questo progetto sul web e per il browser ci ha permesso di costruire un’esperienza che non solo è personalizzabile, ma risulta anche profondamente personale per ciascun utente. “The Wilderness Downtown” riporta indietro con la memoria attraverso le strade in cui si è cresciuti. Il progetto si basa sulla nuova canzone degli Arcade Fire “We Used to Wait”, inclusa nel loro nuovo album The Suburbs (una canzone che forse risulterà familiare ai 3.7 milioni di utenti che recentemente hanno seguito il concerto della band in live-streaming su YouTube).E’ stato realizzato con le più recenti tecnologie web e include HTML5, Google Maps e StreetView, uno strumento di disegno integrato e più finestre browser che si muovono sullo schermo.
“The Wilderness Downtown” è inspirato dai recenti sviluppi nei moderni browser ed è stato costruito pensando a Google Chrome. Per questo, l’esperienza viene goduta al meglio attraverso Chrome o da un browser di ultima generazione compatibile con HTML5. Il progetto, e maggiori informazioni, sono accessibili dal nostro sito Chrome Experiments all’indirizzo www.chromeexperiments.com/arcadefire.

Speriamo vi piaccia.

Scritto da: Aaron Koblin, Google Creative Lab

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Arcade Fire incontra HTML5

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Negli ultimi mesi ci siamo chiesti più volte: come sarebbe un’esperienza musicale progettata appositamente per il web moderno?
I browser e le tecnologie web hanno fatto progressi così rapidi negli ultimi anni che offrire agli utenti un’esperienza personalizzata in tempo reale è diventata una possibilità concreta.

E oggi, infatti, lanciamo, non senza un po’ di eccitazione, un’esperienza musicale realizzata appositamente per il browser. Chiamato “The Wilderness Downtown”, il progetto è stato creato dall’autore/regista Chris Milk con la band Arcade Fire e Google. Realizzare questo progetto sul web e per il browser ci ha permesso di costruire un’esperienza che non solo è personalizzabile, ma risulta anche profondamente personale per ciascun utente. “The Wilderness Downtown” riporta indietro con la memoria attraverso le strade in cui si è cresciuti. Il progetto si basa sulla nuova canzone degli Arcade Fire “We Used to Wait”, inclusa nel loro nuovo album The Suburbs (una canzone che forse risulterà familiare ai 3.7 milioni di utenti che recentemente hanno seguito il concerto della band in live-streaming su YouTube).E’ stato realizzato con le più recenti tecnologie web e include HTML5, Google Maps e StreetView, uno strumento di disegno integrato e più finestre browser che si muovono sullo schermo.
“The Wilderness Downtown” è inspirato dai recenti sviluppi nei moderni browser ed è stato costruito pensando a Google Chrome. Per questo, l’esperienza viene goduta al meglio attraverso Chrome o da un browser di ultima generazione compatibile con HTML5. Il progetto, e maggiori informazioni, sono accessibili dal nostro sito Chrome Experiments all’indirizzo www.chromeexperiments.com/arcadefire.

Speriamo vi piaccia.

Scritto da: Aaron Koblin, Google Creative Lab

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Negli ultimi mesi ci siamo chiesti più volte: come sarebbe un’esperienza musicale progettata appositamente per il web moderno?
I browser e le tecnologie web hanno fatto progressi così rapidi negli ultimi anni che offrire agli utenti un’esperienza personalizzata in tempo reale è diventata una possibilità concreta.

E oggi, infatti, lanciamo, non senza un po’ di eccitazione, un’esperienza musicale realizzata appositamente per il browser. Chiamato “The Wilderness Downtown”, il progetto è stato creato dall’autore/regista Chris Milk con la band Arcade Fire e Google. Realizzare questo progetto sul web e per il browser ci ha permesso di costruire un’esperienza che non solo è personalizzabile, ma risulta anche profondamente personale per ciascun utente. “The Wilderness Downtown” riporta indietro con la memoria attraverso le strade in cui si è cresciuti. Il progetto si basa sulla nuova canzone degli Arcade Fire “We Used to Wait”, inclusa nel loro nuovo album The Suburbs (una canzone che forse risulterà familiare ai 3.7 milioni di utenti che recentemente hanno seguito il concerto della band in live-streaming su YouTube).E’ stato realizzato con le più recenti tecnologie web e include HTML5, Google Maps e StreetView, uno strumento di disegno integrato e più finestre browser che si muovono sullo schermo.
“The Wilderness Downtown” è inspirato dai recenti sviluppi nei moderni browser ed è stato costruito pensando a Google Chrome. Per questo, l’esperienza viene goduta al meglio attraverso Chrome o da un browser di ultima generazione compatibile con HTML5. Il progetto, e maggiori informazioni, sono accessibili dal nostro sito Chrome Experiments all’indirizzo www.chromeexperiments.com/arcadefire.

Speriamo vi piaccia.

Scritto da: Aaron Koblin, Google Creative Lab

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YouTube mobile da oggi cambia veste

Blogging, Online Marketing No Comments »
Da oggi YouTube cambia veste alla propria interfaccia mobile (m.youtube.com) e lo fa con una serie di innovazioni studiate appositamente per migliorare l’esperienza d’uso da dispositivi mobili. Tra le principali novità:
  • un sito mobile (m.youtube.com) interamente in HTML5 e accessibile da un numero maggiore di dispositivi
  • incremento rilevante della velocità di caricamento e della qualità di visualizzazione dei video
  • interfaccia utente ottimizzata per facilitarne l’uso in movimento
  • integrazione di funzionalità tipiche della versione desktop come suggerimenti per la ricerca, creazione di playlist, possibilità di segnalare il video come “preferito”, “mi piace” o “non mi piace”
  • funzionalità integrate per rendere YouTube ancora più sociale (Twitter, Facebook e Google Buzz)
In questo modo l’esperienza di YouTube da mobile sarà sempre più simile a quella da PC. Un esempio? guardate questo video:

Ora non vi resta che provare: m.youtube.com!

Scritto da: Alessio Cimmino, Corporate Communications & Public Affairs Manager

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YouTube mobile da oggi cambia veste

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Da oggi YouTube cambia veste alla propria interfaccia mobile (m.youtube.com) e lo fa con una serie di innovazioni studiate appositamente per migliorare l’esperienza d’uso da dispositivi mobili. Tra le principali novità:
  • un sito mobile (m.youtube.com) interamente in HTML5 e accessibile da un numero maggiore di dispositivi
  • incremento rilevante della velocità di caricamento e della qualità di visualizzazione dei video
  • interfaccia utente ottimizzata per facilitarne l’uso in movimento
  • integrazione di funzionalità tipiche della versione desktop come suggerimenti per la ricerca, creazione di playlist, possibilità di segnalare il video come “preferito”, “mi piace” o “non mi piace”
  • funzionalità integrate per rendere YouTube ancora più sociale (Twitter, Facebook e Google Buzz)
In questo modo l'esperienza di YouTube da mobile sarà sempre più simile a quella da PC. Un esempio? guardate questo video:


Ora non vi resta che provare: m.youtube.com!

Scritto da: Alessio Cimmino, Corporate Communications & Public Affairs Manager
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Google e la privacy. Tra mito e realtà

privacy online, falsi miti privacy, Privacy, Blogging, Online Marketing No Comments »

Il tema della privacy online è oggi sempre più dibattuto. Per noi, che siamo un’azienda di ingegneri, privacy e tecnologia sono due aspetti che vanno di pari passo. Vorremmo cogliere l’occasione per fare un po’ di chiarezza sull’argomento e distinguere tra mito e realtà.

Mito: Google sa chi sono e sa tutto di me

Realtà: Google ha l’obiettivo di creare servizi di valore, non di identificare i propri utenti. Le informazioni che raccogliamo hanno unicamente questo scopo. Ad esempio, nel momento in cui eseguite una ricerca senza avere effettuato login con un account Google, le informazioni che conserviamo nei nostri file di log (come l’indirizzo IP, browser e sistema operativo del vostro computer, ricerca compiuta, data e ora della ricerca, cookie id) non permettono di identificarvi personalmente ma servono per capire se i risultati forniti sono stati utili.
Per tutelare ulteriormente la privacy, cancelliamo una parte degli indirizzi IP dopo 9 mesi e anonimizziamo i cookies dopo 18 mesi. Solo chi ha un account Google é associato ad un nome,
ma é il nome che l’utente ha deciso di attribuirgli.
Ogni utente registrato ai servizi di Google può accedere a tutte le informazioni collegate al proprio account attraverso Google Dashboard (google.com/dashboard), una soluzione tecnologica che è anche la prova concreta della trasparenza verso tutti i nostri utenti.

Mito: Google ci scheda per fini pubblicitari

Realtà: Il modello di business di Google è basato sulla pubblicità, che ci permette di offrire molti dei nostri servizi gratuitamente. Anche in questo caso abbiamo un obiettivo chiaro: dare accesso ad informazioni sempre più rilevanti e utili ed esserne ripagati con un clic. Dal 2009 abbiamo introdotto anche un nuovo servizio: la pubblicità basata sugli interessi. Quest’ultima non effettua alcuna profilazione degli utenti ma si occupa di mostrare pubblicità basate sugli interessi di navigazione espressi tramite browser (che non identifica personalmente alcun individuo, anche perché lo stesso browser può essere usato da più persone e la stessa persona può usare più browser).
La pubblicità basata sugli interessi non può creare degli identikit perché non è associata ad un nome e neppure alle ricerche effettuate dagli utenti sul nostro motore.
Non consente di mostrare annunci pubblicitari associati a categorie di natura sensibile, come preferenze politiche, religiose, sessuali o informazioni di natura sanitaria. Le categorie sono determinate solo dalla navigazione su alcuni siti, quelli che mostrano le nostre pubblicità attraverso il programma AdSense.
Prima di lanciare questo servizio abbiamo voluto progettare delle soluzioni tecnologiche che garantissero la trasparenza e la libertà di scelta dei nostri utenti.
La risposta è data oggi dal pannello di controllo che permette di gestire le preferenze degli annunci associati al proprio browser (google.com/ads/preferences), aggiungere o rimuovere categorie ed effettuare, se lo si desidera, opt-out definitivo dal servizio. Questo pannello è raggiungibile anche mediante il link al nostro Centro Privacy posto sulla home page del motore.

Mito: E’ difficile tornare in possesso delle informazioni date a Google

Realtà: Il valore competitivo per aziende come la nostra é dato dalla fiducia degli utenti, che per Google non significa incatenarli ai propri servizi ma lasciarli in controllo dei propri dati.
Iniziative come Data Liberation Front (www.dataliberation.org) sostengono il diritto degli utenti di controllare le informazioni conservate nei diversi prodotti e servizi Google. Questo consente, ad esempio, di chiudere un account Gmail e trasferire i propri contatti su un altro provider di posta elettronica. Crediamo che la concorrenza stimoli l’innovazione e vogliamo che chi sceglie i nostri servizi lo faccia perché rispondono a dei bisogni.

Mito: Google vende i dati dei propri utenti alle aziende e li comunica ai governi

Realtà. Non cederemo mai a nessuna azienda le informazioni personali che possono identificare i nostri utenti, senza il loro consenso esplicito. Sulla home page del nostro motore è disponibile un link privacy attraverso il quale si può accedere a tutte le informazioni relative alla tutela dei dati personali e leggere che Google collabora con le istituzioni nella repressione del crimine informatico, rispondendo alle richieste di informazioni che sono formulate nel rispetto della legge.
Anche in questo caso la nostra è stata una scelta di trasparenza che si è concretizzata in un sito (google.com/governmentrequest) attraverso il quale é possibile avere informazione relativi alle richieste fomulate a Google dai Governi di tutto il mondo.

Siamo consapevoli dell’importanza assunta oggi dal tema della privacy nel mondo online ed é per questo che manteniamo un dialogo aperto con tutti voi e con le autorità preposte a tutelare questo diritto. Riteniamo che dialogo e tecnologia siano le risposte per proteggere la privacy online e permettere di avere pieno controllo sulle informazioni personali quando utilizzate i nostri servizi.

Scritto da: Marco Pancini, European Senior Policy Counsel

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Google e la privacy. Tra mito e realtà

privacy online, falsi miti privacy, Privacy, Blogging, Online Marketing No Comments »

Il tema della privacy online è oggi sempre più dibattuto. Per noi, che siamo un’azienda di ingegneri, privacy e tecnologia sono due aspetti che vanno di pari passo. Vorremmo cogliere l’occasione per fare un po’ di chiarezza sull’argomento e distinguere tra mito e realtà.

Mito: Google sa chi sono e sa tutto di me

Realtà: Google ha l’obiettivo di creare servizi di valore, non di identificare i propri utenti. Le informazioni che raccogliamo hanno unicamente questo scopo. Ad esempio, nel momento in cui eseguite una ricerca senza avere effettuato login con un account Google, le informazioni che conserviamo nei nostri file di log (come l’indirizzo IP, browser e sistema operativo del vostro computer, ricerca compiuta, data e ora della ricerca, cookie id) non permettono di identificarvi personalmente ma servono per capire se i risultati forniti sono stati utili.
Per tutelare ulteriormente la privacy, cancelliamo una parte degli indirizzi IP dopo 9 mesi e anonimizziamo i cookies dopo 18 mesi. Solo chi ha un account Google é associato ad un nome,
ma é il nome che l’utente ha deciso di attribuirgli.
Ogni utente registrato ai servizi di Google può accedere a tutte le informazioni collegate al proprio account attraverso Google Dashboard (google.com/dashboard), una soluzione tecnologica che è anche la prova concreta della trasparenza verso tutti i nostri utenti.

Mito: Google ci scheda per fini pubblicitari

Realtà: Il modello di business di Google è basato sulla pubblicità, che ci permette di offrire molti dei nostri servizi gratuitamente. Anche in questo caso abbiamo un obiettivo chiaro: dare accesso ad informazioni sempre più rilevanti e utili ed esserne ripagati con un clic. Dal 2009 abbiamo introdotto anche un nuovo servizio: la pubblicità basata sugli interessi. Quest’ultima non effettua alcuna profilazione degli utenti ma si occupa di mostrare pubblicità basate sugli interessi di navigazione espressi tramite browser (che non identifica personalmente alcun individuo, anche perché lo stesso browser può essere usato da più persone e la stessa persona può usare più browser).
La pubblicità basata sugli interessi non può creare degli identikit perché non è associata ad un nome e neppure alle ricerche effettuate dagli utenti sul nostro motore.
Non consente di mostrare annunci pubblicitari associati a categorie di natura sensibile, come preferenze politiche, religiose, sessuali o informazioni di natura sanitaria. Le categorie sono determinate solo dalla navigazione su alcuni siti, quelli che mostrano le nostre pubblicità attraverso il programma AdSense.
Prima di lanciare questo servizio abbiamo voluto progettare delle soluzioni tecnologiche che garantissero la trasparenza e la libertà di scelta dei nostri utenti.
La risposta è data oggi dal pannello di controllo che permette di gestire le preferenze degli annunci associati al proprio browser (google.com/ads/preferences), aggiungere o rimuovere categorie ed effettuare, se lo si desidera, opt-out definitivo dal servizio. Questo pannello è raggiungibile anche mediante il link al nostro Centro Privacy posto sulla home page del motore.

Mito: E’ difficile tornare in possesso delle informazioni date a Google

Realtà: Il valore competitivo per aziende come la nostra é dato dalla fiducia degli utenti, che per Google non significa incatenarli ai propri servizi ma lasciarli in controllo dei propri dati.
Iniziative come Data Liberation Front (www.dataliberation.org) sostengono il diritto degli utenti di controllare le informazioni conservate nei diversi prodotti e servizi Google. Questo consente, ad esempio, di chiudere un account Gmail e trasferire i propri contatti su un altro provider di posta elettronica. Crediamo che la concorrenza stimoli l’innovazione e vogliamo che chi sceglie i nostri servizi lo faccia perché rispondono a dei bisogni.

Mito: Google vende i dati dei propri utenti alle aziende e li comunica ai governi

Realtà. Non cederemo mai a nessuna azienda le informazioni personali che possono identificare i nostri utenti, senza il loro consenso esplicito. Sulla home page del nostro motore è disponibile un link privacy attraverso il quale si può accedere a tutte le informazioni relative alla tutela dei dati personali e leggere che Google collabora con le istituzioni nella repressione del crimine informatico, rispondendo alle richieste di informazioni che sono formulate nel rispetto della legge.
Anche in questo caso la nostra è stata una scelta di trasparenza che si è concretizzata in un sito (google.com/governmentrequest) attraverso il quale é possibile avere informazione relativi alle richieste fomulate a Google dai Governi di tutto il mondo.

Siamo consapevoli dell’importanza assunta oggi dal tema della privacy nel mondo online ed é per questo che manteniamo un dialogo aperto con tutti voi e con le autorità preposte a tutelare questo diritto. Riteniamo che dialogo e tecnologia siano le risposte per proteggere la privacy online e permettere di avere pieno controllo sulle informazioni personali quando utilizzate i nostri servizi.

Scritto da: Marco Pancini, European Senior Policy Counsel

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Google e la privacy. Tra mito e realtà

privacy online, falsi miti privacy, Privacy, Blogging, Online Marketing No Comments »

Il tema della privacy online è oggi sempre più dibattuto. Per noi, che siamo un’azienda di ingegneri, privacy e tecnologia sono due aspetti che vanno di pari passo. Vorremmo cogliere l’occasione per fare un po’ di chiarezza sull’argomento e distinguere tra mito e realtà.

Mito: Google sa chi sono e sa tutto di me

Realtà: Google ha l’obiettivo di creare servizi di valore, non di identificare i propri utenti. Le informazioni che raccogliamo hanno unicamente questo scopo. Ad esempio, nel momento in cui eseguite una ricerca senza avere effettuato login con un account Google, le informazioni che conserviamo nei nostri file di log (come l’indirizzo IP, browser e sistema operativo del vostro computer, ricerca compiuta, data e ora della ricerca, cookie id) non permettono di identificarvi personalmente ma servono per capire se i risultati forniti sono stati utili.
Per tutelare ulteriormente la privacy, cancelliamo una parte degli indirizzi IP dopo 9 mesi e anonimizziamo i cookies dopo 18 mesi. Solo chi ha un account Google é associato ad un nome,
ma é il nome che l’utente ha deciso di attribuirgli.
Ogni utente registrato ai servizi di Google può accedere a tutte le informazioni collegate al proprio account attraverso Google Dashboard (google.com/dashboard), una soluzione tecnologica che è anche la prova concreta della trasparenza verso tutti i nostri utenti.

Mito: Google ci scheda per fini pubblicitari

Realtà: Il modello di business di Google è basato sulla pubblicità, che ci permette di offrire molti dei nostri servizi gratuitamente. Anche in questo caso abbiamo un obiettivo chiaro: dare accesso ad informazioni sempre più rilevanti e utili ed esserne ripagati con un clic. Dal 2009 abbiamo introdotto anche un nuovo servizio: la pubblicità basata sugli interessi. Quest’ultima non effettua alcuna profilazione degli utenti ma si occupa di mostrare pubblicità basate sugli interessi di navigazione espressi tramite browser (che non identifica personalmente alcun individuo, anche perché lo stesso browser può essere usato da più persone e la stessa persona può usare più browser).
La pubblicità basata sugli interessi non può creare degli identikit perché non è associata ad un nome e neppure alle ricerche effettuate dagli utenti sul nostro motore.
Non consente di mostrare annunci pubblicitari associati a categorie di natura sensibile, come preferenze politiche, religiose, sessuali o informazioni di natura sanitaria. Le categorie sono determinate solo dalla navigazione su alcuni siti, quelli che mostrano le nostre pubblicità attraverso il programma AdSense.
Prima di lanciare questo servizio abbiamo voluto progettare delle soluzioni tecnologiche che garantissero la trasparenza e la libertà di scelta dei nostri utenti.
La risposta è data oggi dal pannello di controllo che permette di gestire le preferenze degli annunci associati al proprio browser (google.com/ads/preferences), aggiungere o rimuovere categorie ed effettuare, se lo si desidera, opt-out definitivo dal servizio. Questo pannello è raggiungibile anche mediante il link al nostro Centro Privacy posto sulla home page del motore.

Mito: E’ difficile tornare in possesso delle informazioni date a Google

Realtà: Il valore competitivo per aziende come la nostra é dato dalla fiducia degli utenti, che per Google non significa incatenarli ai propri servizi ma lasciarli in controllo dei propri dati.
Iniziative come Data Liberation Front (www.dataliberation.org) sostengono il diritto degli utenti di controllare le informazioni conservate nei diversi prodotti e servizi Google. Questo consente, ad esempio, di chiudere un account Gmail e trasferire i propri contatti su un altro provider di posta elettronica. Crediamo che la concorrenza stimoli l’innovazione e vogliamo che chi sceglie i nostri servizi lo faccia perché rispondono a dei bisogni.

Mito: Google vende i dati dei propri utenti alle aziende e li comunica ai governi

Realtà. Non cederemo mai a nessuna azienda le informazioni personali che possono identificare i nostri utenti, senza il loro consenso esplicito. Sulla home page del nostro motore è disponibile un link privacy attraverso il quale si può accedere a tutte le informazioni relative alla tutela dei dati personali e leggere che Google collabora con le istituzioni nella repressione del crimine informatico, rispondendo alle richieste di informazioni che sono formulate nel rispetto della legge.
Anche in questo caso la nostra è stata una scelta di trasparenza che si è concretizzata in un sito (google.com/governmentrequest) attraverso il quale é possibile avere informazione relativi alle richieste fomulate a Google dai Governi di tutto il mondo.

Siamo consapevoli dell’importanza assunta oggi dal tema della privacy nel mondo online ed é per questo che manteniamo un dialogo aperto con tutti voi e con le autorità preposte a tutelare questo diritto. Riteniamo che dialogo e tecnologia siano le risposte per proteggere la privacy online e permettere di avere pieno controllo sulle informazioni personali quando utilizzate i nostri servizi.

Scritto da: Marco Pancini, European Senior Policy Counsel

OGGI

Google e la privacy. Tra mito e realtà

privacy online, falsi miti privacy, Privacy, Blogging, Online Marketing No Comments »

Il tema della privacy online è oggi sempre più dibattuto. Per noi, che siamo un’azienda di ingegneri, privacy e tecnologia sono due aspetti che vanno di pari passo. Vorremmo cogliere l’occasione per fare un po’ di chiarezza sull’argomento e distinguere tra mito e realtà.

Mito: Google sa chi sono e sa tutto di me

Realtà: Google ha l’obiettivo di creare servizi di valore, non di identificare i propri utenti. Le informazioni che raccogliamo hanno unicamente questo scopo. Ad esempio, nel momento in cui eseguite una ricerca senza avere effettuato login con un account Google, le informazioni che conserviamo nei nostri file di log (come l’indirizzo IP, browser e sistema operativo del vostro computer, ricerca compiuta, data e ora della ricerca, cookie id) non permettono di identificarvi personalmente ma servono per capire se i risultati forniti sono stati utili.
Per tutelare ulteriormente la privacy, cancelliamo una parte degli indirizzi IP dopo 9 mesi e anonimizziamo i cookies dopo 18 mesi. Solo chi ha un account Google é associato ad un nome,
ma é il nome che l’utente ha deciso di attribuirgli.
Ogni utente registrato ai servizi di Google può accedere a tutte le informazioni collegate al proprio account attraverso Google Dashboard (google.com/dashboard), una soluzione tecnologica che è anche la prova concreta della trasparenza verso tutti i nostri utenti.

Mito: Google ci scheda per fini pubblicitari

Realtà: Il modello di business di Google è basato sulla pubblicità, che ci permette di offrire molti dei nostri servizi gratuitamente. Anche in questo caso abbiamo un obiettivo chiaro: dare accesso ad informazioni sempre più rilevanti e utili ed esserne ripagati con un clic. Dal 2009 abbiamo introdotto anche un nuovo servizio: la pubblicità basata sugli interessi. Quest’ultima non effettua alcuna profilazione degli utenti ma si occupa di mostrare pubblicità basate sugli interessi di navigazione espressi tramite browser (che non identifica personalmente alcun individuo, anche perché lo stesso browser può essere usato da più persone e la stessa persona può usare più browser).
La pubblicità basata sugli interessi non può creare degli identikit perché non è associata ad un nome e neppure alle ricerche effettuate dagli utenti sul nostro motore.
Non consente di mostrare annunci pubblicitari associati a categorie di natura sensibile, come preferenze politiche, religiose, sessuali o informazioni di natura sanitaria. Le categorie sono determinate solo dalla navigazione su alcuni siti, quelli che mostrano le nostre pubblicità attraverso il programma AdSense.
Prima di lanciare questo servizio abbiamo voluto progettare delle soluzioni tecnologiche che garantissero la trasparenza e la libertà di scelta dei nostri utenti.
La risposta è data oggi dal pannello di controllo che permette di gestire le preferenze degli annunci associati al proprio browser (google.com/ads/preferences), aggiungere o rimuovere categorie ed effettuare, se lo si desidera, opt-out definitivo dal servizio. Questo pannello è raggiungibile anche mediante il link al nostro Centro Privacy posto sulla home page del motore.

Mito: E’ difficile tornare in possesso delle informazioni date a Google

Realtà: Il valore competitivo per aziende come la nostra é dato dalla fiducia degli utenti, che per Google non significa incatenarli ai propri servizi ma lasciarli in controllo dei propri dati.
Iniziative come Data Liberation Front (www.dataliberation.org) sostengono il diritto degli utenti di controllare le informazioni conservate nei diversi prodotti e servizi Google. Questo consente, ad esempio, di chiudere un account Gmail e trasferire i propri contatti su un altro provider di posta elettronica. Crediamo che la concorrenza stimoli l’innovazione e vogliamo che chi sceglie i nostri servizi lo faccia perché rispondono a dei bisogni.

Mito: Google vende i dati dei propri utenti alle aziende e li comunica ai governi

Realtà. Non cederemo mai a nessuna azienda le informazioni personali che possono identificare i nostri utenti, senza il loro consenso esplicito. Sulla home page del nostro motore è disponibile un link privacy attraverso il quale si può accedere a tutte le informazioni relative alla tutela dei dati personali e leggere che Google collabora con le istituzioni nella repressione del crimine informatico, rispondendo alle richieste di informazioni che sono formulate nel rispetto della legge.
Anche in questo caso la nostra è stata una scelta di trasparenza che si è concretizzata in un sito (google.com/governmentrequest) attraverso il quale é possibile avere informazione relativi alle richieste fomulate a Google dai Governi di tutto il mondo.

Siamo consapevoli dell’importanza assunta oggi dal tema della privacy nel mondo online ed é per questo che manteniamo un dialogo aperto con tutti voi e con le autorità preposte a tutelare questo diritto. Riteniamo che dialogo e tecnologia siano le risposte per proteggere la privacy online e permettere di avere pieno controllo sulle informazioni personali quando utilizzate i nostri servizi.

Scritto da: Marco Pancini, European Senior Policy Counsel