Il nostro Spazio si sta riempendo di satelliti
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Alzando gli occhi al cielo di sera potrete vedere migliaia di stelle vicine e lontane, ma ben presto la maggior parte di quei puntini luminosi potrebbero essere satelliti. L’allarme è stato dato dall’ESA (European Space Agency) che ha descritto una tendenza non molto confortante. Nel 1957 fu lanciato il primo satellite nella storia della Terra, lo Sputnik, da allora ne sono stati lanciati moltissimi altri, arrivando a quasi 6.000, per non contare quelli spia che non figurano nelle carte ufficiali. Di questi solo 800 restano funzionanti, il che si traduce in migliaia di rottami che circondano la Terra.
Oltre a rendere le missioni spaziali complicate, i rottami cosmici possono arrecare danni anche all’uomo. Come dimenticare quel satellite impazzito che stava per cadere nel Nord America lo scorso gennaio e che ha richiesto l’intervento dell’esercito USA? L’ESA ha effettuato anche una simulazione prendendo in considerazione l’attuale tasso di crescita dei satelliti in orba in vista del 2112. In quella data avremo un anello simile a quello di Saturno composto da numerosi rottami che potrebbero scontrarsi e provocare esplosioni. L’agenzia ha chiesto l’adozione di soluzioni per risolvere questo problema. La corsa alla tecnologia richiede anche sviluppo sostenibile.
Guarda le immagini dei satelliti attorno la Terra



[via Gizmodo]


Volete un bambino oppure avete l’impressione che ci siano le probabilità che ne stia arrivando uno? Per i geek ora c’è il test di gravidanza USB. Il sistema è simile al test standard. Si preleva un campione di urine da applicare sulla base, dopodiché si collega la penna alla porta USB. Tramite un software, compatibile sia con Mac che con Windows, si potrà avviare il processo di ionizzazione che servirà a creare lo spettrogramma.



Nel parlare quotidiano, quando notiamo che i prezzi dei prodotti aumentano, di solito diciamo che un giorno ci faranno pagare anche l’aria che respiriamo. A quanto pare quel giorno potrebbe essere arrivato. La società O2 Innovations, infatti, ha messo a punto un distributore di ossigeno. Il sistema utilizza una campana contenente una bombola con ossigeno al 40% capace di erogarlo inserendo 3 litri di aria al minuto.
Un gruppo di ricercatori della Thorn Micro Technologies sta progettando un nuovo sistema di raffreddamento che, un po’ come accade per gli SSD, elimina le parti meccaniche e soprattutto azzera il livello di rumore.