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Cosa è successo alle ricerche di Google?

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Nel corso del pomeriggio di oggi, si è verificata una difficoltà di accesso ai servizi di Google causata da un errore umano. La natura del problema è spiegata nel dettaglio nel post al seguente link:

http://googleblog.blogspot.com/2009/01/this-site-may-harm-your-computer-on.html

Google si scusa con gli utenti e con i proprietari dei siti.


Scritto da: Stefano Hesse, Head of Corporate Communications & Public Affairs, Southern Europe
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Webspam 2009

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Pochi giorni fa Matt Cutts, responsabile del team Webspam di Google, ha pubblicato un post sul suo blog per chiedere agli utenti di cosa vorrebbero che il Team Webspam si occupasse nel 2009.
Pubblichiamo di seguito il testo tradotto in italiano, sperando che abbiate tanti suggerimenti da darci!

"Siamo all'inizio di un nuovo anno, quindi mi piacerebbe avere la vostra opinione: di cosa vorreste si occupase il Team Webspam nel 2009? Ecco la domanda che vi feci nel 2006:

Basandoti sulla tua esperienza, chiudi gli occhi e immagina l'area (o le aree) su cui vorresti che Google lavorasse. Pensaci un attimo senza guardare i commenti degli altri utenti, io non farò riferimento a nessun argomento speficifico per non influenzare il risultato; vorrei che la gente dicesse, senza venire in alcun modo influenzata, in cosa Google deve concentrarsi per ridurre lo webspam nell'arco di tempo che và dai 6 ai prossimi 12 mesi .

Una volta individuate le vostre priorità, per favore postate il vostro commento costruttivo nel Gruppo Assistenza Webmaster. Non voglio parlare di singoli siti o sviluppare discussioni troppo lunghe: basterà un commento ciascuno per indicare su cosa dovrebbe concentrarsi Google in relazione allo webspam."

Scritto da:Alfredo Pulvirenti, Search Quality Associate
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Webspam 2009

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Pochi giorni fa Matt Cutts, responsabile del team Webspam di Google, ha pubblicato un post sul suo blog per chiedere agli utenti di cosa vorrebbero che il Team Webspam si occupasse nel 2009.
Pubblichiamo di seguito il testo tradotto in italiano, sperando che abbiate tanti suggerimenti da darci!

"Siamo all'inizio di un nuovo anno, quindi mi piacerebbe avere la vostra opinione: di cosa vorreste si occupase il Team Webspam nel 2009? Ecco la domanda che vi feci nel 2006:

Basandoti sulla tua esperienza, chiudi gli occhi e immagina l'area (o le aree) su cui vorresti che Google lavorasse. Pensaci un attimo senza guardare i commenti degli altri utenti, io non farò riferimento a nessun argomento speficifico per non influenzare il risultato; vorrei che la gente dicesse, senza venire in alcun modo influenzata, in cosa Google deve concentrarsi per ridurre lo webspam nell'arco di tempo che và dai 6 ai prossimi 12 mesi .

Una volta individuate le vostre priorità, per favore postate il vostro commento costruttivo nel Gruppo Assistenza Webmaster. Non voglio parlare di singoli siti o sviluppare discussioni troppo lunghe: basterà un commento ciascuno per indicare su cosa dovrebbe concentrarsi Google in relazione allo webspam."

Scritto da:Alfredo Pulvirenti, Search Quality Associate
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Giornata Internazionale della tutela della privacy

giornata internazionale tutela privacy, Privacy, Blogging, Online Marketing No Comments »

Oggi, 28 gennaio, si celebra la giornata internazionale della tutela della privacy. Tuttora la poca conoscenza su come proteggere i propri dati online rappresenta un problema a livello globale.

Ogni giorno vengono caricate online sempre più informazioni ed è quindi estremamente importante che le persone conoscano benefici e rischi della Rete, nonché gli strumenti che sono a loro disposizione per controllare e gestire le informazioni che condividono online.

Tra le diverse iniziative pianificate nel corso di questa giornata, saremo presenti al "data privacy day: increasing privacy awareness and trust" organizzato in collaborazione con l'Information Technology Association of America, dove affronteremo assieme ai diversi rappresentati di governo, americani ed europei, la questione della sensibilizzazione al tema della privacy. Questo evento fa parte di un processo di dialogo e confronto continuo che stiamo intrattenendo con legislatori e organi di regolamentazione, associazioni dei consumatori, industriali e responsabili privacy per proteggere le informazioni degli utenti online.

I nostri sforzi per accrescere la consapevolezza in materia di protezione dei dati personali, oltre alle azioni intraprese nella pubblica arena, si fondano su un dialogo diretto con i nostri utenti, all'insegna della trasparenza e della facoltà di scelta. Per questo abbiamo chiaramente detto quali dati conserviamo e per quanto tempo e per questo continuiamo a sviluppare prodotti che permettano agli utenti di avere controllo sulle informazioni che condividono.

Di recente abbiamo arricchito il nostro Privacy Center, accessibile direttamente dalla homepage di Google, con video, informazioni utili e link a post su come gestire le informazioni private online. Nel frattempo, continuiamo a sviluppare prodotti che offrano alle persone ulteriori informazioni e reali alternative per la gestione della loro privacy. Ne sono esempio il sistema di oscuramento dei visi in Street View e la funzione di Chrome che consente di navigare il web in incognito.

Ci proponiamo di migliorare ulteriormente il nostro approccio al tema della privacy portando avanti il dialogo con le persone che utilizzano i nostri prodotti e servizi e mettendo a loro a disposizione sempre più strumenti utili a questo scopo. Per ora, se volete saperne di più, vi invito ad accedere al nostro Privacy Center.

Scritto da: Peter Fleischer, Global Privacy Counsel
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Diritto d’autore e diffusione della conoscenza: un equilibrio è possibile

creative commons, diritto d'autore, fair use, comitato per la pirateria digitale, pirateria, Blogging, CopyRight, commissione europea, Online Marketing No Comments »

Il libro verde elaborato dalla Commissione Europea sul "diritto d'autore nell'era dell'economia della conoscenza" inizia con queste parole: "Il presente Libro verde intende promuovere un dibattito sui migliori mezzi per assicurare la diffusione online delle conoscenze per la ricerca, la scienza e l'istruzione".

La Commissione non ha nascosto la testa sotto la sabbia: è chiaro che esiste una tensione fra diritto d'autore e diffusione della conoscenza. Ma l'obiettivo è proprio quello di trovare il giusto equilibrio fra accesso e protezione (o vogliamo meglio dire giusta remunerazione) dell'autore.

La libertà e la condivisione sono i principi che hanno reso possibile la nascita e lo sviluppo di Internet.

La Rete è stata costruita su standard aperti e i servizi che hanno mantenuto lo spirito originario sono diventati veicoli di crescita economica e libertà di espressione. Sono stati proprio il libero mercato e gli standard aperti a guidare l'innovazione. Nell'assenza di leggi "imposte" dai Governi, la Rete ha saputo auto-regolamentarsi sulla base dei valori caratterizzanti le comunità virtuali. Internet non ha bisogno di leggi ma di principi condivisi e universali, o come ha proposto Stefano Rodotà , di "codici di autodisciplina di nuova generazione, nel senso che non sono il prodotto esclusivo degli interessi di settore, ma nascono dalla collaborazione tra questi e soggetti pubblici".

Le opportunità che Internet offre sono incredibili e permettono di trovare soluzioni adeguate alle sfide che le nuove tecnologie presentano. A questo proposito chiediamo al Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale che si sta occupando di elaborare le soluzioni al problema della violazione dei diritti di proprietà intellettuale online, di tenere in considerazione il punto di vista degli operatori della società dell'informazione.

Lotta contro la pirateria digitale
Occorre definire regole condivise che facciano sì che le nuove tecnologie, digitali e telematiche, costituiscano uno strumento di promozione e crescita culturale e non un elemento di freno o ostacolo a tale sviluppo. Qualsiasi normativa che vada a impattare sul mezzo di comunicazione Internet dovrebbe tenere in considerazione la specificità di questo mezzo.

Il futuro è lo sviluppo di piattaforme che realizzino le aspettative ed i bisogni degli utenti.

Già oggi i fornitori di servizi nella società dell'informazione sviluppano costantemente nuovi strumenti caratterizzati dalla volontà di trovare un equilibrio tra libera circolazione dei contenuti su Internet e tutela dei diritti di chi ha creato tali contenuti. Si può citare l'esempio di Video ID , tecnologia lanciata recentemente da YouTube, che consente ai titolari di copyright non solo di gestire e proteggere i loro contenuti su questa piattaforma, ma anche di verificarne l'utilizzo per eventualmente rimuoverli, nonché di trarne profitto attraverso meccanismi pubblicitari di pay per click.

Come ha avuto modo di scrivere Guido Scorza su Punto Informatico, la cosiddetta dottrina Olivennes (ovvero inviare tre avvisi, e qualora vengano ignorati, tagliare la connessione ad Internet a chi scarica illegalmente contenuti protetti dal diritto d'autore) non è la soluzione giusta perchè parte da un presupposto inaccettabile: quello secondo cui i diritti patrimoniali d'autore andrebbero collocati in una posizione sovraordinata rispetto ad altri diritti e libertà fondamentali dell'uomo e del cittadino quali la libertà all'informazione – nella sua duplice accezione di diffondere e ricercare informazioni – ed il diritto alla riservatezza ed alla privacy.

Responsabilità dei prestatori di servizi Internet
La legge sul commercio elettronico ha disegnato il quadro normativo nel quale si devono muovere i prestatori di servizi Internet per quanto riguarda l'imputabilità delle condotte in Rete ed ha permesso all'Italia di sviluppare un'industria digitale. L'art. 17, in particolare, prevede che "il prestatore non è assoggettato ad un obbligo generale di sorveglianza sulle informazioni che trasmette o memorizza, ne ad un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino presenza di attività illecite." Il prestatore è tenuto ad informare l'autorità giudiziaria qualora sia a conoscenza di presunte attività illecite e a fornire alle autorità competenti le informazioni in suo possesso che consentano l'identificazione del responsabile.

Attraverso i nuovi strumenti informatici e telematici, Internet consente a chiunque di esercitare la libertà di manifestazione del pensiero nella duplica accezione: diritto ad informare ed ad essere informati. È importante che tale grande opportunità non vada sprecata.

Non è possibile ignorare la realtà: sono sempre più numerose le persone e le Istituzioni che hanno scelto di avere una presenza su Internet (dal canale su YouTube del Vaticano, al sito della Casa Bianca, dalle pagine di Facebook dove i parlamentari si tengono in contatto con i loro elettori, ai milioni di internauti che ogni giorno aggiornano il loro blog).

Condividi la conoscenza: il valore del fair use
Milioni di persone utilizzano ogni giorno il motore di ricerca di Google, ignari di quanto sia delicato l'equilibrio che dobbiamo cercare fra la loro sete di conoscere e le leggi a tutela del diritto d'autore.

Google condivide e supporta i diritti di proprietà intellettuale dei creatori di contenuti e crede nel diritto d'autore. Gli autori meritano di essere premiati per il loro lavoro ed il sistema delle leggi sul copyright è uno strumento fondamentale nella promozione della creatività.
Il fair use ha permesso ad un intero nuovo settore industriale di crescere e sviluppare nuovi servizi e piattaforme utili per gli utenti, basti pensare al fenomeno del Creative Commons.
Un interessante e recente studio della Computer and Communications Industry Association cerca di quantificare il contributo portato dalle società che si riconoscono nell'economia delle libere utilizzazioni. La "fair use economy" nel 2006 ha prodotto ricavi per 4.600 milioni di dollari (all'incirca un sesto del PIL totale degli USA), impiegando più di 17 milioni di persone.

Un canale YouTube del Comitato
YouTube si sta sempre più affermando come uno strumento che favorisce il dialogo fra le Istituzioni e gli utenti della Rete, in un'ottica di rispetto delle diverse posizioni e di attenzione ai feedback costruttivi (come dimostra il question time istituto dal Primo Ministro Gordon Brown sul canale di Downing Street).

Proprio per questo motivo Google propone al Comitato contro la pirateria digitale di aprire un canale YouTube per favorire lo scambio "diretto" e trasparente con i cittadini e gli operatori del settore. Potrebbe essere interessante avere il punto di vista di chi fruisce dei contenuti e fa in modo che l'industria della produzione della cultura possa continuare a vivere.


Scritto da: Marco Pancini, European Policy Counsel
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Anche il Papa è arrivato su YouTube

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Il Papa è arrivato su YouTube: questa è la bella notizia di oggi. Molte persone nel mondo desiderano poter sapere, poter conoscere meglio che cosa il Papa pensa, che cosa la Chiesa cattolica propone per i grandi problemi del mondo di oggi.

Con il nuovo canale Vaticano su YouTube, che comincia in inglese, spagnolo, tedesco e italiano, da quest’oggi sarà più facile.

Il Centro Televisivo Vaticano e la Radio Vaticana da più di un anno producono ogni giorno videonews sull’attività del Papa e sugli eventi del Vaticano. Ora sono pronti per fare questo salto “nell’arena globale”, per mettere il loro materiale a disposizione di gente di tutti i Paesi, di tutte le posizioni religiose e ideologiche che siano interessati alle parole del Papa e della Chiesa cattolica.

Dalla home page del canale, attraverso diversi link, si potrà sviluppare l’informazione, si potrà attingere ai testi completi, si potranno avere commenti, in modo da contestualizzare le brevi informazioni delle videonews.

Attraverso le forme di interattività abituali di YouTube, si potranno anche mandare messaggi, mandare commenti, condividere i filmati che sono più interessanti con i propri amici.

Quindi la proposta del Vaticano si inserisce in un clima di dialogo, in un clima di apertura ad una comunicazione in tutte le direzioni.

Siamo all’inizio di un cammino che, sulla grande rete globale, ci porterà lontano.

Il Papa, la Chiesa cattolica, il Centro Televisivo Vaticano e la Radio Vaticana accompagnano l’umanità di oggi con questi nuovi modi di comunicare con grande simpatia e partecipazione.

Scritto da: Rev.do P. Federico Lombardi, S.I., Direttore della Radio Vaticana, del Centro Televisivo e della Sala Stampa della Santa Sede
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Samsung M8800 Pixon: Foto dimostrative e Video Recensione del Camera Phone

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Articolo originale: Telefonia Feed della categoria » Samsung M8800 Pixon: Foto dimostrative e Video Recensione del Camera Phone
di Andrea Romagnoli

Visto che potrei dover cambiare cellulare da un momento all’altro (il mio Nokia 3510i modello “Accomodato Col Nastro Adesivo”™ potrebbe non farcela più) colgo l’occasione per riportare e commentare la video recensione del Samsung M8800 Pixon (un cellulare con fotocamera da 8 Mpixel) fatta da Cellular Magazine.

Samsung M8800 Pixon di unlocked samsung phone

Cercherò soprattutto di capire se, almeno nel mio caso, valga la pena di spendere dai 359,81€ ai fino ai 480€ del Samsung M8800 Pixon per un telefono cellulare. [...]

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Integrare AdSense ad Analytics

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Analytics può essere un ottimo strumento per raccogliere dati e informazioni utili ad analizzare e ottimizzare le performance di un account AdSense.
In questo video, disponibile anche sul canale YouTube di Google Italia, raccontiamo come integrare i due strumenti in poche, semplici mosse.


Maggiori dettagli sono disponibili anche in questo link.

Buona visione!

Scritto da: Consuelo Sartori, AdSense Ops Strategist
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Il ruolo dell’ICT nello sviluppo della cultura digitale

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Cosa può fare l’industria dell’ICT per lo sviluppo della cultura digitale è la domanda alla quale hanno cercato di rispondere i partecipanti all’interessante convegno organizzato dall’Istituto per le politiche dell’innovazione giovedì scorso a Roma (Cultura digitale e politica dell’innovazione).

Un giorno dopo la presentazione del tavolo di lavoro sull’antipirateria istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il settore ha dato un segnale di grande vitalità e passione: la sala stracolma, quaranta persone a seguire i lavori per strada e altre 200 online. Da Wikipedia a YouTube, dall’Ing. Chiariglione a Creative Commons, sono stati snocciolati dati, modelli di business e soluzioni tecnologiche per realizzare quel famoso bilanciamento fra protezione dei diritti di proprietà intellettuale e diffusione della cultura digitale che sono alla base di un sano sviluppo del Web.
La vera notizia che esce dalla riunione di oggi è che si può diffondere la conoscenza attraverso le nuove tecnologie, senza bloccare i contenuti e nel rispetto dei diritti dei titolari di proprietà intellettuale.

Inoltre, è chiaro che il passaggio all’economia digitale rappresenta un’opportunità irrinunciabile per uscire dalla crisi economica. Da questo punto di vista l’industria dei contenuti, per ragioni storiche e culturali, è l’orizzonte nel quale ci possiamo muovere in difesa di un’Italianità non museale ma veramente innovativa. I nuovi modelli di business che si stanno affermando offrono proprio la possibilità di far crescere una generazione di produttori indipendenti e dare nuova vita a contenuti che ormai non avevano più mercato. Insomma è il trionfo del concetto della Lunga Coda teorizzato da Chris Anderson, dove non monetizzano solo le hits ma tutti i contenuti, anche quelli che interessano meno persone.

Coordinare la filiera della creazione dei contenuti, negli interessi di tutti gli attori non è un’utopia, ma una realtà. Bisogna solo volerlo.
Da questo punto di vista i protagonisti del dibattito hanno sottolineato che quello che ci si aspetta da chi prende le decisioni non sono i soliti aiuti di Stato ma una cornice normativa ‘positiva’ finalizzata a favorire lo sviluppo dell’economia digitale. I principi dell’accesso alle informazioni ed alle opportunità del Web, della neutralità della Rete, della difesa dei diritti fondamentali (libertà di espressione, privacy, informazione), la semplificazione delle leggi in vigore (anche facendo ricorso alla auto e co-regolamentazione) sono insieme all’impegno nelle Reti di nuova generazione l’ossigeno che permetterà a questo settore di liberare le proprie energie positive.

I politici presenti hanno colto il messaggio. La loro partecipazione attiva (e per una volta bipartisan) è una testimonianza di come non siano impermeabili al messaggio e non vivano le nuove tecnologie solo attraverso il loro canale YouTube o la loro pagina personale su Facebook. Speriamo che le azioni seguano le intenzioni, anche alla luce dei progetti di legge e delle soluzioni attualmente in discussione per proteggere il diritto d’autore sul Web.
La famosa dottrina Olivennes, ovvero il taglio della connessione ad Internet come punizione per chi scarica musica e video in maniera illegale, è all’opposto delle soluzioni discusse al convegno: pensiamo al VideoID di YouTube o al DRM dell’Ing. Chiariglione, sistemi in cui viene lasciata la libertà al titolare dei diritti di proprietà intellettuale di controllare, monetizzare o bloccare un determinato contenuto senza criminalizzare l’utente finale.

Il tema dell’accessibilità dei contenuti pubblici (a partire dalle leggi in vigore) è altrettanto all’ordine del giorno. Ci si è domandato se prima di preoccuparci di combattere il peer to peer non è il caso di domandarsi come è possibile che buona parte dei materiali che sono prodotti dalla Pubblica Amministrazione, con i soldi di tutti, non siano disponibili online. Anche questo è condividere la conoscenza.

Il tema di chi debba prendere le decisioni e di come coinvolgere la società civile e gli Internet Service Provider resta di estremo interesse ed attualità. Il convegno è stato un punto di partenza che non può essere ignorato: esiste un mondo di utenti e fornitori di piattaforme che abilitano alla conoscenza ed alla comunicazione, di ricercatori, di operatori della cultura e dell’accesso, di nuove professionalità che deve essere coinvolto nel processo decisionale, nel rispetto dei ruoli istituzionali ma anche di chi vive da protagonista la rivoluzione digitale.

Scritto da: Marco Pancini, European Policy Counsel
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Concorrenza sleale di IE: l’Unione Europea accusa di nuovo Microsoft

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Articolo originale: Internet Feed della categoria » Concorrenza sleale di IE: l’Unione Europea accusa di nuovo Microsoft
di Andrea Romagnoli

L’Unione Europea accusa di nuovo Microsoft (dopo la multa di 899′000′000€ dell’anno scorso) di fare concorrenza sleale preinstallando Internet Explorer in Windows: in questo modo la maggior parte degli utenti, trovandosi un browser già installato nel proprio sistema operativo, non si preoccuperà di scegliere (eventualmente) delle alternative.

Potete trovare maggiori informazioni sul sito della BBC (Microsoft is accused by EU again); io ritengo che l’accusa sia giusta… ecco perché. [...]

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