Google Shared Stuff è un nuovo servizio di Google che permette, tramite un bottoncino da aggiungere alla toolbar del browser, di bookmarkare e condividere i link che si stanno visitando: qualcuno l’ha già definito il del.icio.us di Google.
Come funziona
Il funzionamento di Google Shared Stuff è spiegato in dettaglio in questa pagina.
Le possibilità di condivisione sono 3:
Share (condivisione del link all’interno della propria Shared Stuff page):

E-mail (invio del link, con eventuale descrizione e/o preview, via email):

More… (inserimento del link in un social site di terze parti; sono disponibili 6 servizi):

Considerazioni
E’ innegabile, Google sta raccattando sempre più informazioni, e non parlo solo di quelle ad uso e consumo del motore di ricerca.
Lo fa da tempo tramite la Google Toolbar, installata ed utilizzata da milioni di utenti.
Lo fa (e qui cito un widget semisconosciuto) con Picks For You, un piccolo pulsante con 2 dadi che ad ogni click genera un sito “raccomandato” da Google, in base alle abitudini di navigazione dell’utente.
Lo fa con Google Web History, servizio che permette di visualizzare ed eseguire ricerche nelle pagine web visitate in passato, mostra le tendenze della propria attività web (inclusi i siti più visitati e le ricerche più frequenti) e aiuta ad ottenere risultati di ricerca personalizzati in base ai siti visitati e alle ricerche eseguite.
Potrebbe farlo (o già lo fa?) con Gmail, Google Reader o Google Blocco Note (giusto per citare l’ennesimo bottoncino semisconosciuto).
Google, in parole povere, aumenta costantemente e continuamente il numero di informazioni che può conoscere su ognuno di noi.
E con Google Shared Stuff aggiunge un altro importante strumento alla sua lunga lista, quello del social bookmarking.
Conclusioni
Non sono il tipo che si fa troppe menate sul fatto che Google stia diventando (o meno) il Grande Fratello.
Nè mi interessa più di tanto che qualcuno sappia i siti o i blog che frequento abitualmente.
Però, onestamente, l’idea di un search engine che ha il monopolio quasi totale (e in continua crescita) delle ricerche web, e che vuole allargarsi anche ad altre aree limitrofe, mi da un pò fastidio.
Specialmente se userà (come son certo) questi dati per presentarmi delle SERP (a suo dire) personalizzate, ritagliate sui miei usi e consumi.
Sicuramente con dentro della pubblicità (=Google AdWords) super pertinente.
Insomma, io non sono (ancora) pronto a questo tipo di Universal Search, dove ognuno (ipotizzo) vedrà una SERP diversa a seconda delle sue abitudini.
E voi, invece, siete pronti? 
Condividi
